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Parmigiano Reggiano

- Il segreto della lavorazione -

A volte, le cose non sono quello che sembrano: una scaglia di parmigiano reggiano non è solo un formaggio, ma un compendio di storia, amore e passione, frutto di una tradizione quasi millenaria che – tramandata di generazione in generazione – ha reso famoso nel mondo quello che ai più potrebbe apparire un semplice formaggio.

L’arte del gusto
I maestri casari sono i veri custodi dell’arte casearia emiliana. Sono loro che trasformano il latte proveniente dagli allevamenti locali in uno dei formaggi più apprezzati al mondo. Ogni forma di Parmigiano Reggiano è il risultato di tecniche appartenenti a una storia millenaria, che vengono ancora oggi portate avanti con passione e dedizione.

Fasi di produzione

Il territorio

Il Caseificio Boiardo è immerso nelle campagne che circondano il comune di Scandiano, nell’Emilia-Romagna, dove le cascine che punteggiano il paesaggio sono le principali testimoni del legame profondo che qui si è creato tra uomo e territorio.

Gli allevamenti

Il percorso di produzione del Parmigiano Reggiano parte negli allevamenti, dove le bovine sono nutrite con foraggi locali in ambienti rispettati e tutelati. La qualità dell’alimentazione e del latte sono sottoposti a rigorosi controlli e normative per garantire la massima qualità del prodotto finale.

Lavorazione

La prima mungitura

La lavorazione del Parmigiano Reggiano è un vero e proprio rituale che si svolge con pazienza e maestria. Tutto ha inizio la sera, con la mungitura delle mucche e il riposo del latte in vasche ampie durante la notte, permettendo così di separare la parte grassa destinata alla produzione del burro.

Il mix del mattino

Al mattino, il latte scremato viene versato nelle caldaie di rame a forma di campana rovesciata, unite al latte fresco della mungitura mattutina, al caglio di vitello e al siero innesto ricco di fermenti lattici naturali. Dopo soli dieci minuti, il latte coagula e entra in gioco l’esperienza dei maestri casari.

Antichi gesti e strumenti

Con l’aiuto di un antico strumento chiamato spino, la cagliata viene rotta in piccoli granuli che, riscaldati a 55 gradi, si depositano sul fondo della caldaia formando una massa compatta. Dopo circa 50 minuti, la massa viene estratta e lavorata con gesti tramandati di generazione in generazione.

Varie forme

Successivamente, il formaggio viene diviso in due parti, avvolto in tela e inserito nella fascera, conferendogli la tipica forma rotonda. A questo punto, si applica una placca di caseina personalizzata che garantisce l’unicità della forma, seguita dall’applicazione della fascia marchiante contenente tutte le informazioni sulla produzione.

La fine della lavorazione

Infine, il formaggio viene immerso in una soluzione di acqua e sale per circa un mese, completando così il processo di lavorazione.

La magia della stagionatura

Il processo di stagionatura, lento e attento, conferisce al Parmigiano Reggiano il suo caratteristico sapore e profumo. Ogni forma riposa per almeno 12 mesi, tempo in cui avverrà la formazione di una crosta naturale sulla parte esterna.

La garanzia: il consorzio di tutela

Solo le forme che superano scrupolosi controlli e soddisfano gli elevati standard qualitativi ricevono il “sigillo del re”, il marchio a fuoco che simboleggia l’eccellenza del Parmigiano Reggiano. È la garanzia per i nostri clienti di poter gustare un prodotto unico, autentico e di altissima qualità.

I bollini

- del Parmigiano Reggiano -
Bollino 12 mesi
Pasta morbida, delicata e
dal sapore giovane.
Bollino 24 mesi
Sapore più corposo e intenso,
ideale con ogni abbinamento.
Bollino 30 mesi
Dal sapore corposo e intenso,
eccellente con frutta secca.